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Standard Bank e Sumitomo Mitsui Banking Corporation:

Non finanziate il gasdotto dell'Africa Orientale

Secondo quanto riferito, la Standard Bank, il maggiore finanziatore africano e la Sumitomo Mitsui Banking Corporation (SMBC) del Giappone stanno per finanziare un oleodotto di 1.443 chilometri tra l'Uganda e la Tanzania. Se costruito, il gasdotto di petrolio greggio dell'Africa orientale (EACOP) sarebbe il più lungo oleodotto di questo genere, riscaldato, che povrebbe provocare uno sfollamento su larga scala delle comunità e comportare gravi rischi per gli ambienti protetti, le fonti idriche e le zone umide sia in Uganda che in Tanzania.

L'oleodotto rappresenta una minaccia per lo stato occupazionale e per i mezzi di sussistenza di decine di migliaia di persone e probabilmente condurrà a violazioni dei diritti delle comunità lungo il suo percorso, incluso il reinsediamento. Attraverserà il bacino del Lago Vittoria, dove una fuoriuscita di petrolio potrebbe rivelarsi disastrosa per i milioni di persone che si affidano allo spartiacque del lago per l'acqua potabile e la produzione alimentare. L'estrazione di petrolio è una minaccia anche per ecosistemi critici quali il Murchison Falls National Park, un habitat per elefanti, scimpanzé e molti altri animali selvatici.

Inoltre, le emissioni derivanti dalla combustione del petrolio trasportato attraverso il solo gasdotto sono stimate a 33 milioni di tonnellate di CO2 all'anno, in un momento in cui gli scienziati di tutto il mondo ci avvertono che, se vogliamo affrontare la crisi del clima, i nuovi sviluppi dei combustibili fossili devono fermarsi.

Standard Bank, attraverso la sua consociata ugandese Stanbic, e SMBC sono attualmente pronti a ignorare questi impatti e l'opposizione dei gruppi locali e a procedere con la richiesta di un finanziamento di $ 2,5 miliardi per il progetto. Ma un forte clamore potrebbe fermarli. Il governo ugandese prevede di firmare un accordo per procedere con il gasdotto nei prossimi mesi, quindi bisogna agire rapidamente. Firma la petizione e invita le banche a non finanziare questo progetto, e a concentrarsi, invece, su finanziamenti verso progetti ecologici in grado di trasformare positivamente l' economia dell'Africa orientale per le generazioni future.


e 39 organizzazioni della società civile dell'Uganda, della Tanzania e dalla RDC che non sono state nominate per questioni di sicurezza.

   

 

 

 

 

Dear Standard Bank, Stanbic and Sumitomo Mitsui Banking Corporation,

The East Africa Crude Oil Pipeline poses unacceptable risks to both the global climate and local people and nature. Oil exploration and development in the region has already been associated with human rights abuses and illegal resettlement, and the pipeline poses a high risk of further abuses. Relocation and loss of land from the pipeline threaten the employment and livelihoods of tens of thousands of people. 

The pipeline will cross the Lake Victoria basin for a length of some 400 kilometres. This lake basin supports the direct livelihoods of more than 30 million people in the region, for whom an oil spill could prove disastrous. 

The climate impacts from burning the oil that the pipeline would transport will surpass the potential financial gains the host countries are expecting to generate, at a time when the world is heading for a climate crisis. There is no room in the world’s carbon budget for this kind of massive new oil infrastructure. Further, the project presents unacceptable risks to local people, natural ecosystems and wildlife and threatens to open up Uganda’s Murchison Falls National Park to oil extraction.

Further, oil from the EACOP pipeline will not directly benefit local people but will be destined for export markets. Rather than bringing wealth, oil extraction in Africa has too often been associated with the ‘resource curse’ and extreme, intractable poverty - a fate which Uganda and Tanzania can still escape. We strongly urge Standard Bank, Stanbic and Sumitomo Mitsui Banking Corporation to publicly commit not to finance this project. 

Queste banche stanno attualmente ignorando gli impatti del gasdotto e l'opposizione dei gruppi locali al progetto. Ma una forte risonanza pubblica potrebbe fermarli. Agisci ora:

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